Relazioni sulla performance clinica (CPR) ai sensi dell'IVDR

Guida al Clinical Performance Report (CPR) ai sensi del regolamento europeo IVDR

Che cos'è un Clinical Performance Report (CPR)?

La prestazione clinica, ai sensi dell'Articolo 2(41) dell'IVDR 2017/746, indica la capacità di un dispositivo di fornire risultati correlati con una determinata situazione clinica o con un processo fisiologico o patologico, nonché l'idoneità per l'utilizzatore previsto e il gruppo di pazienti. Dopo aver dimostrato le caratteristiche delle prestazioni analitiche, il passo successivo dovrebbe essere lo studio delle prestazioni cliniche. Il loro scopo è convalidare e dimostrare determinati aspetti delle prestazioni del dispositivo che non possono essere valutati tramite valutazioni di laboratorio, informazioni bibliografiche e uso diagnostico normale.

In base al Regolamento europeo relativo ai dispositivi medico-diagnostici in vitro (IVDR) [Regolamento (UE) 2017/746], il CPR è una componente essenziale del più completo Performance Evaluation Report (PER). Il report contiene informazioni ottenute da studi sulle prestazioni cliniche, riferimenti scientifici ed evidenze del mondo reale, che dimostrano che il dispositivo svolge la funzione prevista nell'ambiente clinico.

Riferimento: Articolo 2(41), Articolo 56(1), Allegato XIII Parte A Sezione 1.3.2

Scopo del Clinical Performance Report (CPR)

Il CPR è un documento importante per:

  • Fornire prove delle prestazioni cliniche a supporto della dichiarazione sulle prestazioni fornita per il dispositivo IVD.

  • Fornire la convalida della destinazione d'uso offrendo risultati quantificabili di sensibilità, specificità, valori predittivi, valore predittivo negativo e rapporti di verosimiglianza previsti nelle popolazioni sane e malate.

  • Mostrare le prove che il dispositivo soddisfa i requisiti generali di sicurezza e prestazione (GSPR) indicati nell'Allegato I dell'IVDR.

Il CPR può essere considerato come un documento che fornisce la logica clinica per determinare se i benefici del dispositivo superano gli eventuali rischi associati.

Riferimento: Articolo 56(1), Allegato I, Allegato XIII Parte A Sezione 1.3.2

Cosa rende obbligatorio un Clinical Performance Report (CPR) ai sensi dell'IVDR?

Per garantire la sicurezza e l'affidabilità clinica degli IVD immessi sul mercato dell'UE, il regolamento sui dispositivi medico diagnostici in vitro (IVDR) ha stabilito alcune condizioni rigorose. Un Clinical Performance Report (CPR) svolge un ruolo importante nel soddisfare queste condizioni, in quanto costituisce la prova che un dispositivo funziona nel modo in cui dichiara di funzionare.

Riferimento: Articolo 5(3), Articolo 56(1), Allegato XIII

Aspetti chiave della sicurezza, delle prestazioni e della validità scientifica delle dichiarazioni

Lo scopo del CPR è dimostrare che:

  • L'accuratezza e l'affidabilità del dispositivo sono sufficientemente elevate da ridurre al minimo il numero di diagnosi errate.

  • Esiste una base scientifica per la destinazione d'uso medica del dispositivo poiché vi è un legame tra l'analita o biomarcatore e la condizione clinica.

  • Oltre a essere scientificamente fondata, l'evidenza sul dispositivo è clinicamente significativa.

Ciò significa che tutte le dichiarazioni sul dispositivo sono comprovate dal punto di vista scientifico e clinico.

Riferimento: Articolo 56(1), MDCG 2022-2

Confronto con il vecchio approccio dell'IVDD

In conformità con la vecchia Direttiva sui dispositivi medico diagnostici in vitro 98/79/CE (IVDD), i fabbricanti godevano di maggiore flessibilità e, nella maggior parte dei casi, di scarsa necessità di presentare prove cliniche. In molti casi, i dispositivi medici potevano accedere al mercato disponendo di scarse informazioni sulle loro prestazioni cliniche, in particolare quando si trattava di prodotti a basso e medio rischio.

Con l'avvento dell'IVDR, tuttavia, le cose sono cambiate:

  • Il CPR è diventato una parte obbligatoria del processo di valutazione delle prestazioni.

  • I fabbricanti devono includere nel loro CPR i dati ottenuti tramite studi di prestazioni cliniche, letteratura scientifica e dati sulle prestazioni post commercializzazione.

  • Il CPR deve essere costantemente aggiornato con i dati sulle prestazioni post commercializzazione provenienti dal follow up della prestazione post commercializzazione (PMPF).

Riferimento: Articolo 56(1), Allegato XIII, MDCG 2022-2

Questa transizione è il risultato della dedizione dell'Unione Europea al miglioramento della sicurezza dei pazienti e dell'affidabilità dei dati, tra le altre cose.

Cosa dovrebbe essere incluso in un Clinical Performance Report (CPR)?

Un Clinical Performance Report (CPR), richiesto dall'IVDR, non è solo una relazione di sintesi. Si tratta in realtà di una relazione che fornisce prove della validità clinica e dell'affidabilità di un dispositivo IVD. 

In un CPR dovrebbe essere incluso quanto segue:

1. Descrizione dello studio delle prestazioni cliniche

Il CPR deve fornire una descrizione completa degli studi clinici intrapresi con il dispositivo. Deve contenere:

  • Obiettivi dello studio

  • Disegno e metodologia utilizzati nello studio

  • Popolazione studiata

  • Metodi di prova ed endpoint

  • Dati che mostrano le prestazioni del dispositivo nella pratica clinica reale

Questo aiuta a chiarire il modo in cui sono stati raccolti i dati e che il test è stato eseguito in condizioni realistiche di utilizzo del dispositivo.

2. Validità scientifica e prestazioni analitiche

Inoltre, il CPR deve dimostrare che:

Esiste una giustificazione scientifica per il biomarcatore o analita testato e che esso è correlato a una particolare condizione clinica.

Le prestazioni analitiche del dispositivo sono adeguate, incluse accuratezza, precisione, riproducibilità, limiti di rilevabilità e test di interferenza.

3. Analisi statistica e interpretazione dei dati

È fondamentale che i dati contenuti nel CPR siano supportati da un'adeguata analisi statistica. Questa di solito consiste in:

  • Sensibilità, specificità e valori predittivi

  • Intervalli di confidenza ed errori

  • Confronto con test e metodi attualmente disponibili

  • Motivazione dei criteri e dei livelli di accettabilità

Ciò garantirà che la dichiarazione sul dispositivo possa superare l'esame normativo basandosi su prove concrete.

Riferimento: Allegato XIII Parte A Sezioni 1.2 e 1.3.2

Qual è la relazione tra il CPR e il PEP e PER?

Il CPR non è un documento indipendente ma fa parte del quadro più ampio per la procedura di valutazione delle prestazioni descritta dall'IVDR. Per questo motivo, è essenziale discutere la sua relazione con il Performance Evaluation Plan (PEP) e il Performance Evaluation Report (PER).

Integrazione nel ciclo di vita della valutazione delle prestazioni

  • Performance Evaluation Plan (PEP)

  • Questo è il punto di partenza.

  • Include la metodologia che l'azienda intende utilizzare per raccogliere e valutare i dati relativi alla validità scientifica, alle prestazioni analitiche e alle prestazioni cliniche.

  • Questo è il piano per la raccolta delle prove che saranno utilizzate per il PER e il CPR.

Performance Evaluation Report (PER)

  • Questo è il documento principale che copre l'intero processo di valutazione.

  • Raccoglie tutte le prove raccolte in base al PEP, comprese la revisione della letteratura, l'indagine clinica e le informazioni post commercializzazione.

  • Nel PER, il CPR si occupa unicamente dell'aspetto relativo alle prestazioni cliniche.

Clinical Performance Report (CPR)

  • Un rapporto mirato che pone l'accento sull'aspetto clinico della valutazione delle prestazioni.

  • Dimostra la sicurezza e l'efficacia del dispositivo da una prospettiva clinica.

  • Costituisce un allegato o una parte essenziale del PER e garantisce che le informazioni cliniche siano chiaramente identificabili in conformità all'Allegato XIII dell'IVDR.

Riferimento: Articolo 56(1), Allegato XIII Parte A 1.2 e 1.3

Frequenza di aggiornamento del Clinical Performance Report (CPR)

Il Clinical Performance Report (CPR) non è un documento da redigere una sola volta. Secondo l'IVDR, i fabbricanti devono considerare il CPR come un documento dinamico che deve essere costantemente aggiornato con nuove informazioni per garantire la conformità continua ai criteri di sicurezza e prestazione.

Frequenza del CPR in base alla classificazione del dispositivo

Dispositivi di Classe C e Classe D

  • Tali IVD sono considerati ad alto livello di rischio e sono solitamente applicati in settori critici della diagnostica, come infezioni, cancro o sangue. Nel caso di dispositivi di classe C e classe D, è necessario aggiornare il CPR almeno una volta all'anno.

Dispositivi di Classe A e Classe B

  • La frequenza di aggiornamento dell'IVD può essere inferiore a una volta all'anno a seconda della valutazione del rischio, della sorveglianza post commercializzazione e dell'importanza clinica del prodotto. Sebbene non vi sia l'obbligo di un aggiornamento annuale come per la classe C e la classe D, il fabbricante deve fornire giustificazioni per la pianificazione degli aggiornamenti.

 Riferimento: Articolo 10(9), Articolo 56(1), Allegato XIII Parte A Sezione 1.3.2, Allegato III Sezione 1

 Collegamento tra le azioni di PMS e PMPF e il CPR

  • L'aggiornamento del CPR è direttamente associato alla sorveglianza post commercializzazione (PMS) e al follow up della prestazione post commercializzazione (PMPF):

  • Le informazioni derivanti dalle attività di PMS, come reclami, relazioni di vigilanza e feedback degli utenti, possono evidenziare tendenze che potrebbero richiedere l'aggiornamento del CPR.

  • Le prove sulle prestazioni del dispositivo nella pratica clinica reale, raccolte durante le attività di PMPF, devono essere riflesse nel CPR per la dimostrazione della rilevanza clinica delle sue prestazioni.

Il collegamento tra PMS e PMPF consente di mantenere il CPR aggiornato, basato su prove e pertinente allo scopo del dispositivo medico.

Riferimento: Articolo 78, Articolo 79, Allegato III Sezione 1, Allegato XIII Parte A Sezione 1.3.2

Errori tipici nella redazione di un Clinical Performance Report (CPR)

Creare un CPR può essere complicato e molti fabbricanti commettono errori facilmente evitabili. Identificare questi errori tipici può migliorare significativamente le possibilità di redigere una relazione adeguata.

1. Dati scientifici insufficienti

La mancanza di solide prove scientifiche è uno degli errori più comuni commessi nella creazione di un CPR. Il rapporto deve contenere dati chiari e tracciabili che dimostrino le dichiarazioni diagnostiche del dispositivo IVD. Senza una solida base scientifica, i revisori dubiteranno delle conclusioni tratte nel rapporto. Le prove possono essere tratte dallo studio di ricerca, dalla letteratura scientifica o dai dati sulle prestazioni nel mondo reale, ma non da semplici ipotesi generali.

2. Mancanza di una revisione sistematica della letteratura

Una revisione della letteratura è inclusa nel CPR per dimostrare la validità scientifica. Tuttavia, nella pratica, molti CPR non includono un processo di revisione sistematica. È possibile trascurare alcuni studi pertinenti, non seguire correttamente i criteri di inclusione ed esclusione o non analizzare un'ampia gamma di riferimenti. Pertanto, la revisione deve essere documentata e organizzata correttamente per dimostrare che tutti i dati pertinenti sono stati presi in considerazione.

3. Relazione debole con la destinazione d'uso

Anche quando si riesce a fornire una buona quantità di solide prove scientifiche, un altro errore commesso di frequente è non collegare i dati alla destinazione d'uso. I risultati delle prestazioni devono dimostrare che il dispositivo è idoneo all'uso previsto e alla popolazione target. Anche in presenza di forti prove scientifiche, il CPR non sarà approvato se manca il collegamento con la destinazione d'uso.

Riferimento: MDCG 2022-2, Allegato XIII Parte A Sezione 1.3.2

Consigli su come redigere un buon Clinical Performance Report (CPR)

La qualità del CPR può essere la chiave per un processo normativo senza intoppi o per discussioni infinite con gli organismi notificati. Non conta solo il tipo di dati raccolti, ma anche il modo in cui vengono presentati.

1. Utilizzare diverse fonti di dati credibili

Per preparare un buon CPR, è necessario raccogliere prove da diverse fonti credibili quali:

  • Risultati degli studi sulle prestazioni cliniche condotti secondo i requisiti dell'IVDR.

  • Letteratura scientifica sottoposta a revisione paritaria che conferma le dichiarazioni del dispositivo.

  • Registri e database clinici.

Le prove raccolte da diverse fonti dimostrano la validità dei risultati ricevuti.

2. Utilizzare le evidenze del mondo reale (RWE)

Oltre agli studi clinici controllati, è utile fornire alle autorità di regolamentazione informazioni sulle prestazioni del dispositivo nella pratica clinica reale. Tali prove possono provenire da:

Questo dimostrerà che il dispositivo funziona bene anche nel mondo reale.

3. Utilizzare gli studi clinici

Gli studi clinici sono il cuore del CPR. Per utilizzarli correttamente, è necessario:

  • Delineare il disegno dello studio con tutti i dettagli (obiettivi, dimensione del campione, endpoint).

  • Mostrare come i risultati si collegano agli scopi del dispositivo.

  • Analizzare statisticamente i risultati fornendo informazioni su sensibilità, specificità, valori predittivi e intervalli di confidenza.

  • Fornire una spiegazione dei limiti degli studi.

In questo modo, si dimostra alle autorità di regolamentazione che le prove sono solide e pertinenti.

Riferimento: MDCG 2022-2, Articolo 56(1), Allegato XIII

Requisiti CPR dell'IVDR rispetto ad altre regioni: UE, India, Stati Uniti

CPR ai sensi dell'IVDR rispetto alle prove cliniche della CDSCO (India)

  • L'IVDR specifica un CPR strutturato, che include validità scientifica, prestazioni analitiche e prestazioni cliniche.

  • La CDSCO (India) richiede prove cliniche ma concede la libertà di fare affidamento su dati esteri nel caso in cui il dispositivo medico sia già stato approvato altrove.

Confronto con le aspettative della FDA

  • La FDA richiede la convalida delle prestazioni analitiche e, in molti casi, delle prestazioni cliniche, come dimostrato attraverso sintesi come la 510(k) o la PMA.

  • A differenza dell'IVDR, la FDA si preoccupa maggiormente di dimostrare l'equivalenza sostanziale o le prove di sicurezza ed efficacia piuttosto che richiedere un CPR strutturato.

Passaggi per l'allineamento dei dati globali per la presentazione nell'UE

  • Allineamento dei protocolli di studio sia per i requisiti FDA che per quelli IVDR.

  • Raccolta di dati sulle prestazioni da diverse aree geografiche per coprire i mercati globali.

Riferimenti normativi

Il CPR è direttamente richiamato nelle seguenti parti dell'IVDR:

  • Articolo 56(1) – Delinea la necessità di un piano e di una relazione di valutazione delle prestazioni documentati, compresi gli aspetti relativi alle prestazioni cliniche.

  • Allegato XIII, Parte A, Sezione 1.3.2 – Specifica la struttura e il contenuto richiesti in una relazione sullo studio delle prestazioni cliniche e la sua integrazione nella valutazione complessiva delle prestazioni.

  • MDCG 2022-2 - Guida sui principi generali delle prove cliniche per i dispositivi medico-diagnostici in vitro (IVD) 

  • Articolo 2 del Regolamento (UE) 2017/745 

  • MDCG 2022-2: Principi generali delle prove cliniche per gli IVD

  • Articolo 2(41): Definisce la prestazione clinica

In sintesi, il CPR consolida tutti i dati clinici che confermano il valore diagnostico nel mondo reale di un dispositivo IVD, garantendo trasparenza, tracciabilità e rigore scientifico in conformità con l'IVDR.

Come possiamo aiutare

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